Barbie non è un film per femmine

Il film di Barbie non è un manifesto femminista, dentro c’è molto più della solita trita e ritrita guerra tra maschi e femmine.

Politicizzare Barbie significa spogliarla della sua intrinseca magia.

“You can be anything ”, così recita da anni la pubblicità della Mattel.

Barbie ha fatto la rivoluzione, ha insegnato alle bambine che la felicità non passa solo dall’essere mamma e moglie. Barbie può diventare ciò che vuole, così come ognuno di noi, indipendentemente dal sesso.

Barbie Land è un paradosso, un mondo dove sono gli uomini a essere un accessorio e le donne a occupare i posti di potere.  È ironia,  un modo scherzoso di dipingere una realtà che è fantasia. Una sorta di Eden dove i ruoli di Adamo ed Eva sono invertiti. È Ken a essere nato dalla costola di Barbie e non viceversa.

La guerra dei Ken è una sorta di pantomima creata a rappresentare ciò che le donne hanno fatto nel corso della storia e che continuano a fare tutt’ora: lottare giorno dopo giorno per essere felici.

Nel film Barbie insegna a Ken la possibilità di scegliere, di diventare felice anche senza di lei. Non è femminismo questo, è semplicemente come dovrebbe essere, come ognuno di noi dovrebbe vivere la propria vita, con la libertà di essere ciò che si vuole.

Ma nel film c’è molto altro…

Personalmente, da amante e fan di Barbie, ho apprezzato ogni piccolo riferimento alla storia della bambola, ai personaggi che le ruotano attorno, Midge e Allan, agli iconici outfit delle mitiche Barbie anni Ottanta.

Mi sono commossa del rapporto tra Barbie e Gloria, l’umana madre che, per trovare un rifugio dalle quotidiane frustrazioni, riprende a giocare con una delle Barbie dimenticata da sua figlia.

Alle soglie dei quaranta non mi vergono a dire pubblicamente che colleziono e gioco ancora con le Barbie. Perché quel senso di pace e quell’iniezione di serotonina che mi danno è il mio placebo. Perché rifugiarmi in Barbie Land è la mia cura al mal di vivere.

Quando pettino i capelli della mia bambola non sono più la madre stanca, la moglie triste, la donna insoddisfatta, per quella manciata di tempo, torno a essere la bambina che, in barba agli avvertimenti di sua madre, cambiava il vestito e l’acconciatura della Barbie appena avuta in regalo.

Perché in Barbie Land posso essere qualsiasi cosa e illudermi di essere di nuovo felice.

 

Barbie è il manifesto della libertà di essere.

Che tu sia uomo o donna, hai il diritto di essere te stesso e di diventare chiunque tu voglia.

 

 

You can be anything

 

Alba

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