Coming Back 2

A pensarci bene è una cosa stranissima.

Tante persone che non conosco muoiono tutti i giorni;

quante di queste vorrei facessero parte della mia vita?

Nessuna di loro, soltanto mia madre: Eliza.

A seguito della morte di Eliza, e con la nascita di un figlio maschio, la maledizione degli Shang continua il suo corso.

Compiuti quindici anni, Chris decide di lasciare la Cina e di partire per gli Stati Uniti abbandonandosi alle spalle un’infanzia segnata da silenzi e incomprensioni con suo padre.

Adam ha trascorso gli anni senza Eliza in un incubo che sembra non avere fine. Dopo la partenza di suo figlio, si lancia nell’ennesimo disperato tentativo di riportare indietro il suo amore.

Padre e figlio intraprendono un viaggio che li porta a scoprire verità insospettate, a confrontarsi con nuovi nemici, e a superare vecchi rancori.

Due storie parallele che si uniscono di nuovo a San Francisco per affrontare il loro destino, in una lotta che li vede combattere per la prima volta non singolarmente, ma come una famiglia.

L’amore sconfigge tutti i nemici,
rende invincibili.

Quando il cielo vuole proteggere qualcuno,
manda forse un esercito?

No, lo protegge con l’amore.

Tao Te Ching

Come può mancarmi qualcuno che non ho mai incontrato?

A pensarci bene è una cosa stranissima.

Tante persone che non conosco muoiono tutti i giorni; quante di queste vorrei facessero parte della mia vita?

Nessuna di loro, soltanto mia madre: Eliza.

Ha lasciato il suo cuore su questa terra, continua a battere con forza nel mio petto. L’eredità del suo amore la sento addosso tutti i giorni e pesa sempre di più. La sua mancanza è ancora più palpabile, la leggo ogni mattina negli occhi di mio padre. Odio quando mi guarda così, come se non ci fossi, come se non vedesse me, ma lei.

Non l’ho mai conosciuta, è morta il giorno in cui sono nato; il mio compleanno è stato il suo funerale.

Sono stato io a ucciderla: se non fossi nato, lei sarebbe ancora qui.

Oggi compio diciassette anni, una vita trascorsa in questo villaggio ai confini del mondo e, finalmente, il mio esilio sta per terminare: questa sera parto per San Francisco.

È stato un braccio di ferro interminabile con mio padre. Non vuole lasciarmi andare, vuole che rimanga qui, che continui a prepararmi sotto la sua guida, che prenda in consegna il dojo di famiglia.

Ma non è quello che desidero. Voglio avere la possibilità di scegliere, di vedere cosa c’è al di fuori dei canali di Xing’an, di conoscere un mondo che fino a ora ho solo sognato.

La mia famiglia, gli Shang, ha un oscuro passato. Una maledizione che ha avuto inizio con mio nonno, poi mio padre, adesso è il mio turno. Quando il mio bisnonno decise di andare contro il Consiglio del Drago, segnò la nostra condanna.

Noi primogeniti maschi Shang siamo maledetti. Nelle nostre anime brucia il sangue yang, il sangue del Guerriero di fuoco.

Quando incontreremo la Donna dagli occhi d’acqua, in grado di ristabilire l’equilibrio all’interno della nostra anima, soltanto allora riusciremo a trovare pace.

Per riuscire a sopravvivere, devo essere pronto allo scontro con il nemico in qualsiasi momento. Mio padre ha passato la sua vita a prepararmi per questo scopo. E ora ha accettato di lasciarmi andare via, ma solo facendomi promettere che continuerò ad allenarmi duramente tutti i giorni.

Sono nato in Cina, cresciuto secondo rigide tradizioni, in una realtà segnata da superstizione e mito. Tradizioni di cui ultimamente ho iniziato a dubitare. Il mio sangue è per metà fedele a quelle leggende, ma c’è l’altra metà che non smette di scalciare, ribolle nelle mie vene reclamando libertà.

L’immagine allo specchio, questa mattina, riflette ancora me stesso: i miei occhi, fieri e orientali come quelli di mio padre; il naso, piccolo come quello di mia madre; i capelli neri, lunghi e lisci, raccolti per metà dietro la testa. Ho sempre rifiutato di tagliarli, malgrado le insistenze di Ya. È così che chiamo Nin Chuo, da quando ero un bambino, con il termine che, in cinese, significa “nonna”.

Nonostante non ci sia alcun legame di sangue tra noi, è sempre stata presente nella mia vita, dolce come quella madre che non ho conosciuto, saggia e severa come una nonna d’altri tempi. Non ho mai avuto il coraggio di chiederle quanti anni abbia.

Sua nipote, Lili, crede sia immortale. Io rido di tale possibilità. Anche Ya è dello stesso parere di papà: non vuole che lasci il villaggio.

“Non è sicuro lì fuori.” Lo ripete ogni volta che esprimo il desiderio di andarmene.

Da piccolo, era solita terrorizzarmi con storie di demoni e mostri pronti a strapparmi il cuore dal petto se avessi attraversato il fiume. Non ci ho mai creduto. Ora sono abbastanza forte da prendere a calci quei mostri, se mai provassero a bloccarmi la strada.

Il sole fa capolino da dietro la collina; come ogni mattina del mio compleanno, è ora di andare a far visita alla tomba di mia madre.

Papà mi starà già aspettando.

«Chris!» mi chiama dall’ingresso.

Scendo di corsa le scale di legno e lo vedo. La sua figura è stagliata contro i vetri della veranda: Adam Shang, mio padre.

Per quanto odi ammetterlo, ci somigliamo molto. I capelli neri, lunghi e sottili, legati in una coda, lasciano scoperto il profilo deciso del suo volto. Tutti, in questo villaggio, sembrano invecchiare in modo diverso dal resto del mondo. Soltanto i suoi occhi rivelano il tempo che è passato, nel profondo qualcosa che continua a tormentarlo, che lo ha reso l’uomo duro e severo che mi ha cresciuto.

Avvolto perennemente da un velo di tristezza, quelle rare volte in cui sorride non lo fa mai con il cuore. Almeno per una volta vorrei poterlo vedere ridere davvero.

Conosco il motivo di questa tristezza, è la stessa che mi porto dietro da quando sono nato. Ma per lui che l’ha conosciuta davvero, che l’ha vissuta sulla sua pelle, vivere senza mia madre è peggio di una condanna a morte.

Sono convinto che la mia partenza gli darà un po’ di sollievo, perlomeno non sarà costretto a guardarmi in faccia tutti i giorni, ad avere davanti il viso chi gli ricorda la donna che ha perso per sempre.

«Allora, pronto per andare?» dice aprendo la porta di casa.

«Oggi non vengo.»

«Dammi una buona ragione.»

«Ho promesso a Lili che avremmo passato la mattinata insieme, è l’ultimo giorno.»

«Appunto per questo devi venire con me. Al nostro ritorno avrai ancora tutto il tempo per stare con lei.»

«Vacci da solo.»

«Perché devi sempre rendere tutto così difficile?»

«Perché non rispetti il mio volere per una volta?»

«Non è una richiesta, la mia, ma un ordine.»

«Non sono più un bambino.»

«Allora smettila di comportarti come tale!»

Mio padre mi prende per un braccio, lo fa con troppa forza. Mi divincolo senza problemi spostando la spalla indietro. «Non ti stupire dei miei riflessi, ho avuto un ottimo maestro.» Lo sfido guardandolo fisso negli occhi.

«Se non vuoi farlo per me, almeno fallo per lei. Tua madre si merita un saluto prima di lasciare il villaggio.»

«Per me è una sconosciuta. Lì dentro, in quella tomba, non c’è nessuno. Non c’è niente» gli urlo contro.

L’ho ferito, l’ho fatto di nuovo. Leggo sul suo volto la stessa espressione di quando gli ho comunicato di voler partire.

Stranamente si arrende al mio volere, apre la porta dell’ingresso ed esce di casa senza rivolgermi parola.

La sua resa non mi dà alcun sollievo, avrei preferito che gridasse la sua rabbia, che mostrasse anche solo il pallido riflesso di un sentimento, e invece la sua indifferenza fa più male di un pugno nello stomaco.

Sono la sua più grande delusione, il suo più grande fallimento.

Quando arrivo al fiume, Lili è già lì ad aspettarmi.

Ha due anni meno di me ed è la figlia dello zio Chen e di Yuan; è la mia migliore amica, siamo cresciuti insieme, praticamente siamo come fratelli.

Ha i piedi in acqua, tiene su l’orlo del qipao di seta bianca per evitare di bagnarlo. I capelli nero corvino sono legati in una lunga treccia che le ricade sulla schiena.

La mia piccola Lili…

La osservo mentre mi avvicino a lei. Sul suo corpo di quindicenne un accenno di curve di quella bambina che si sta trasformando in donna.

«Sei in ritardo» dice senza voltarsi. Ha da sempre avuto i sensi molto più affinati dei miei.

«Sei tu che sei in anticipo» puntualizzo, mettendomi a sedere sull’argine del fiume. Tolgo le scarpe e immergo i piedi nell’acqua fredda. Attorno a noi le montagne di Guilin si stagliano contro il cielo terso.

«Sifu Adam ti ha lasciato andare?»

«Non gli ho mica chiesto il permesso.»

«Avete di nuovo litigato.»

«Magari. Non mi ha detto nulla. È andato via ignorandomi.»

«Il silenzio è presagio di tempesta» pronuncia Lili con voce sibillina.

«Non ho paura di bagnarmi» le rispondo, schizzandole un po’ d’acqua sul viso.

Sorride e reagisce alla mia provocazione schizzandomi a sua volta. Prima che possa contrattaccare, si alza e scappa, mettendosi al riparo sotto un grande albero di cassia.

Le corro dietro a piedi scalzi; Lili sorride, poi si siede sotto l’albero appoggiando la sua esile schiena contro la dura corteccia.

Mi accomodo accanto a lei, prendendole la mano. «Ti scriverò tutti i giorni.»

«Non fare promesse che non puoi mantenere.» Lascia la mia presa quasi subito.

«Lili, mi dispiace.»

«Di cosa, Chris? È scritto nel tuo destino, io non sono nessuno per intralciare il tuo futuro.» Lo dice senza fissarmi negli occhi, con lo sguardo rivolto alle fronde.

«Mi mancherai.»

«Anche tu. Ho provato a parlare con mio padre, ma non mi lascia venire all’aeroporto.»

«Lo zio Chen pensa al tuo bene. E poi tornerà subito dopo avermi lasciato al check-in

«Non hai paura di restare solo in un posto sconosciuto?»

«Sono terrorizzato.»

«Allora non partire, resta qui.»

«Lili, devo farlo. Devo vedere cosa c’è lì fuori.»

«Non ti basta la vita del villaggio?»

«No.»

«Il tuo fuoco non ti dà pace.»

«Sembri Ya

«Le somiglio più di quanto credi.»

«Quando tornerò, sarai diventata un bravissimo medico, in grado di prendere in mano la clinica di Nin Chuo.»

«Lo spero… Ma, di nuovo, ti prego: non dirmi cose di cui non sei certo.»

«Sono sicurissimo che diventerai bravissima, degna erede di tua nonna.»

«Non intendevo quello…»

Ha ragione. Non so se tornerò, non so se la mia partenza sarà un arrivederci o un addio.

Ya ha sistemato tutto. Ha ordinato allo zio Chen di accompagnarmi fino all’aeroporto di Guilin. Una volta giunto a San Francisco, lavorerò al ristorante di una sua conoscente, la signora Guang e, in cambio di vitto e alloggio, aiuterò suo padre, Sifu Jo, nel suo dojo a Chinatown; così terrò fede anche alla promessa fatta di non abbandonare gli allenamenti.

«Buon compleanno.» Lili mi porge un sacchetto di seta rossa interrompendo i miei pensieri.

«Non mi hai mai fatto un regalo.» La guardo sorpreso.

«C’è sempre una prima volta. Avanti, aprilo.» Mi sorride.

Slego il nastro bianco del sacchetto, all’interno un ciondolo dipinto a mano legato a una catenina d’oro.

Lo prendo in mano, ammirando la perfezione di quella miniatura: una fenice con le ali spiegate, una dipinta di blu, l’altra di rosso vivo, sulle piume i riflessi cristallini dell’acqua e i tratti decisi del fuoco.

«Questa volta ti sei superata.»

«Devo dire che sto migliorando nella pittura.»

Lili si avvicina, l’odore della sua pelle mi solletica il naso.

Da quando ha un profumo così buono? penso, evitando il suo sguardo.

«Fenghuang, la fenice leggendaria. In lei, il fuoco e l’acqua. Due elementi della stessa anima. Padrona del fuoco, ha in sé l’equilibrio dello yin e dello yang. Che anche tu possa aspirare alla sua perfezione, Chris.»

«Grazie, Lili, ne farò tesoro» dico infilandomi la collana.

Non appena il ciondolo sfiora la pelle del mio petto, sento un’ondata di energia bruciare nelle vene.

Il Fenghuang mi darà la forza necessaria per affrontare questo nuovo viaggio.

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Un core tra i libri
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2 anni fa

“Come nel primo volume ho trascorso molto tempo con il cuore pesante e le lacrime agli occhi, ma ora alla fine con il cuore più leggero di una farfalla posso finalmente sorridere, sospirare e godermi l’attesa che mi porterà all’ultimo volume della serie dal titolo: “La donna dagli occhi d’acqua”.”
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SOGNANDO DI SCRIVERE
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2 anni fa

“Un romanzo che ti porta dalla Cina a San Francisco, dalla vita alla non vita. Sì può non morire del tutto? Forse sì, forse si può rimanere bloccati, vivere le emozioni, vedere ogni cosa eppure non esserci, questo è quello che succede a Eliza, costretta in un limbo dove vive e non vive.”
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Libri Riflessi
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2 anni fa

“Non vi sarà possibile mollare questo romanzo.
È stato un bellissimo viaggio, doloroso, avventuroso, a tratti straziante, ma lo rifarei ancora e ancora.”
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