Mettiamo che un pianista sia davvero bravo, un vero genio, meglio di Mozart, se continuerà a suonare chiuso nella sua camera resterà anonimo, non sarà nessuno. Resterà nessuno. Aspetta qualcosa, un segno divino che riconosca la sua straordinarietà. Ma non arriva. Perché forse in lui non c’è nulla di straordinario. O magari il suo momento arriverà, vivrà nell’attesa o morirà aspettando. Il talento, se non riconosciuto, non è nulla. È pura fantasia, polvere di fata, inconsistente come una nuvola. Il talento scade, non germoglia, marcisce e diventa mediocrità. Che poi… Leggi di più