I’m not doing well. My mind is not doing well. Non riesco a trovare un’espressione più adatta di questa in italiano, e per una scrittrice, aspirante editor, non è una cosa di cui andarne fiera. Eppure ci sono cose che puoi pensare o dire solo in un’altra lingua e per fortuna, o sfiga, ne padroneggio ben tre. Batterie ormai esaurite dopo un inverno trascorso di nuovo da studentessa e l’effimero sollievo di valere ancora qualcosa mentre studiavo. E poi è arrivato, puntuale come sempre, lo sconforto del post diploma e l’incertezza… Leggi di più