Una mediocre felicità

Mettiamo che un pianista sia davvero bravo, un vero genio, meglio di Mozart, se continuerà a suonare chiuso nella sua camera resterà anonimo, non sarà nessuno. Resterà nessuno. Aspetta qualcosa, un segno divino che riconosca la sua straordinarietà. Ma non arriva. Perché forse in lui non c’è nulla di straordinario. O magari il suo momento arriverà, vivrà nell’attesa o morirà aspettando. Il talento, se non riconosciuto, non è nulla. È pura fantasia, polvere di fata, inconsistente come una nuvola. Il talento scade, non germoglia, marcisce e diventa mediocrità.

Che poi il segreto della felicità non è sapersi accontentare?

Essere felici significa rassegnarsi a essere normali, anzi no, mediocri.

Inutile che il nostro pianista di affanni alla ricerca del Santo Graal, quella è solo una chimera a cui credevano i cavalieri della tavola rotonda, lui non è Artù, non è il prescelto, non avrà mai tra le mani Excalibur, e Merlino non diventerà il suo migliore amico. Sarà solo una figura sullo sfondo, parte di una corte che si limita a inchinarsi a re e cavalieri ed è felice di farlo perché non ha ambizioni, sogni o grilli per la testa. Si accontenta appunto.

 

Ci sarà sempre qualcuno più bravo di me. Eppure, questo non significa che io valga meno. Semplicemente resto nell’ombra aspettando quell’occasione di svolta che non arriva mai.

Sono io quel pianista? Io credo che lo siamo un po’ tutti. O almeno tutti quelli che come me non si rassegnano ad una vita di mediocre felicità. E se questo significa che vivrò un’esistenza infelice che ben venga. Sono una “disturbatrice”, così mi definisce la mia psicologa, una di quelli che non se ne sta zitta, una rompiballe che alza la testa e cambia le cose quando non le vanno bene, o almeno ci prova. Ci sono giorni in cui anche io mi sento mediocre, in cui la mia vocina non fa che ripetere che tanto valgo: poco o nulla. E ci sono giorni in cui rialzo la testa e metto a tacere quella stronza e guardando al passato vedo la strada che ho fatto e quella che ho davanti e penso che dopotutto così mediocre non sono.

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