Rimettendo a posto ho ritrovato un libretto dalla copertina rigida bianca. Nessun titolo, ma sulla prima pagina scritto a penna blu: 101 motivi per tornare in Italia.
Correva l’anno 2008, un gioco fatto in pizzeria con gli amici a Roma pochi giorni prima della mia partenza per Tokyo. Quella sera loro sono riusciti a trovare 101 ragioni per cui sarei dovuta tornare a casa.
Quattordici anni dopo decido di lasciare il Giappone per una sola ragione: tornare ad essere felice.
Tokyo mi ha dato tanto, ma non quello che volevo. La ragazzina innamorata dell’Oriente arrivata qui fa adesso le valigie per tornare finalmente a casa.
101 motivi per lasciare Tokyo
Numero 1, La nostalgia di casa.
Quando ti rendi conto che quello che ti mancherà di questa città sono i marciapiedi immacolati, l’innaturale silenzio del vagone della metropolitana, la stucchevole gentilezza dei commessi, la puntualità dei servizi pubblici, le comodità di una metropoli quasi perfetta, e non qualcuno, beh, allora c’è qualcosa che non va. Mi mancheranno posti, profumi, luoghi e strade ma la mia mente non riesce a disegnare l’immagine di nessun viso in particolare, perchè io qui lascio solo cose non persone.
Di “amici” ne ho, ma non bastano. L’amicizia qui non è abbastanza.
In Italia l’amicizia mi riempiva le giornate.
E poi c’è la famiglia. Non quella acquisita, che per quanto puoi andarci d’accordo resta sempre sangue aggiunto. Parlo della mia famiglia, di quella che mi porto dentro e che continua ad aspettare il mio ritorno da quattordici lunghi anni. Perchè essere italiana, del sud, pugliese e sanseverese significa molto, con tutti i pro e i contro che questo comporta. Ho voglia di pranzi la domenica con i parenti, di compleanni e onomastici, di Natale e di Pasqua, di scazzi e litigi, di abbracci e lacrime. Ho voglia di calore umano italiano, un incendio di affetto che in Giappone forse non ho mai conosciuto.
Colpa mia credo, ho cercato quel tepore in un paese che non sa abbracciare.